Massimino Paesani
Scrivi al sindaco: giunta.polverigi@provincia.ancona.it
Il passo non più lungo della gamba
Cari concittadini, proprio mentre scrivo queste poche righe – rimandandovi alla lettura di questo utile periodico di informazione amministrativa per tutti gli aggiornamenti sulle diverse azioni che stiamo portando avanti nell’ottica di rispettare le “consegne programmatiche” di inizio mandato – i media ci raccontano di una situazione economica, finanziaria ed occupazionale davvero seria che sta assumendo contorni e prospettive sempre più preoccupanti, che hanno inciso sulla formazione del Governo Monti e sulla caduta di quello precedente, e che a breve avrà ripercussioni anche sui futuri comportamenti e sul tenore di vita di tutti i cittadini.
Una criticità “globale” che sembra, ad oggi, davvero di difficile soluzione se non a prezzo di ulteriori e grossi sacrifici per tutti: non solo – a tutti i livelli istituzionali - nel nostro Belpaese ma perfino a livello europeo e mondiale.
Ma, parafrasando un noto politico, che c’azzecca questa premessa con l’informazione del Comune di Polverigi? E’ un panorama così lontano dalla nostra attualità amministrativa di paese? Sono realtà, soprattutto quelle finanziarie e macroeconomiche, così distanti dalla nostra quotidianità?
Purtroppo no, perché le recenti manovre finanziarie passate e quelle future avranno pesanti risvolti sui bilanci degli enti locali e sui servizi che gli stessi sono chiamati a garantire, anche e soprattutto in termini di riorganizzazione complessiva.
In questo ultimo periodo un termine che sempre più spesso è riecheggiato sulle labbra di tanti economisti e politici è stata la parola “debito” (spesso unita all’aggettivo “pubblico”), che incessantemente ci affligge e ci accompagna con il suo scomodo contenuto, assieme alle più o meno efficaci proposte e soluzioni urgenti, che dovrebbero in poche battute porre rimedio ad quella che è stata una filosofia politica ed amministrativa di gestione della cosa pubblica ormai consolidata nel tempo che ci ha portato, oggi, a dover fronteggiare cifre e realtà sinceramente incredibili che ci stanno lentamente ma inesorabilmente avvicinando ad un’altra parola tristemente comprensibile davvero da tutti, “default” ovvero fallimento! Ecco, mi pare che dalle complesse vicende globali, così lontane dalla realtà di paese, sia doveroso almeno trarre degli insegnamenti improntati alla semplicità, forse banali ma di certo concretamente significativi in tema di filosofia amministrativa, premesso – come al solito – che i problemi da risolvere ci sono e che qui nessuno si sente immune da errori nelle scelte, peraltro – come al solito – fatte convintamente nell’esclusivo interesse del paese.
Le progettualità, le opere, le idee, le proposte di sviluppo e di gestione di servizi sul territorio, tutte in astratto legittime e futuribili, vanno poi però coniugate con la realtà e con parole quali “Fattibilità” e “Sostenibilità”, che nient’altro significano se non la disponibilità delle risorse e delle condizioni per garantire l’efficacia e l’efficienza delle scelte da fare. Così cerchiamo di amministrare, facendo il passo non più lungo della gamba (è concetto troppo poco moderno?), nella convinzione che se è vero che occorre dare risposte alle nuove problematiche del paese è altrettanto sacrosanto pensare di farlo nel rispetto, appunto, delle condizioni di fatto esistenti ed attraverso la pertinenza delle scelte riferite alle disponibilità delle risorse, anche in considerazione della realtà associativa territoriale in cui ci ritroviamo, con l’Unione dei Comuni, che quelle scelte non può che indirizzare e, entro certi limiti, anche condizionare. Ribadirò fino alla noia che – proprio in questo senso - questa Giunta fa dell’ascolto e del confronto quotidiano un punto saliente della propria azione (..a meno che problemi di salute personale ce lo impediscano momentaneamente..), anche e soprattutto con la minoranza consiliare, che pure in un clima complessivo che ritengo assolutamente costruttivo, proprio sulle righe di questo periodico ci ha tacciato di “restaindietrismo” e di scarsa efficienza e dinamicità delle risposte ai problemi del paese nonché di mancanza di coraggio nelle scelte per il futuro e addirittura in altre sedi ”di essere incompetenti ed incapaci”. Ebbene, nel gioco delle parti e nelle indubbie prerogative di impulso e di proposta che spettano – oltre che alla minoranza – anche a tutti i cittadini, non possiamo e non vogliamo perdere il contatto con la realtà e con i nostri bilanci in primis: cerchiamo di usare le risorse con razionalità e con la “presunzione” di cercare di evitare proprio quei tanti sprechi che sono una pesante concausa del vertiginoso debito pubblico che sta uccidendo le finanze del nostro Paese.
E’ vero, il coraggio appartiene agli eroi, e chi non ce l’ha non se lo può dare, però ci rimane la testa, che cerchiamo di far funzionare al meglio, soprattutto in un periodo come questo, mettendoci in ogni caso sempre la faccia e, soprattutto, la nostra credibilità di amministratori che svolgono, prima di tutto, un servizio alla collettività, anche grazie ai dipendenti e funzionari del Comune che vorrei per una volta ringraziare per il lavoro che fanno – in questo senso di rinnovata consapevolezza - anche in condizioni difficili. La realtà, vera, è che d’ora in poi tutti saremo chiamati a stringere la cinghia, e per quanto riguarda i piccoli Comuni ad esempio si prospetta un cambio epocale nel modo di erogare i servizi, che dovranno per legge essere obbligatoriamente gestiti tramite associazioni di Comuni. Pertanto, e chiudo, accettiamo le critiche costruttive e le proposte sostenibili da qualsiasi parte esse provengano, ma procediamo con concretezza nella realizzazione del programma di mandato, con i piedi ben piantati per terra, con ben chiara in testa l’idea di cosa significhi amministrare nell’esclusivo interesse del cittadino.
Buone festività a tutti.
Massimino Paesani